Sergio Scarpa Falce, sempre alla ricerca di nuove sfide ed appassionato d'Africa, in ogni suo aspetto, nel 1978 fonda Kel 12, uno dei primi tour operator a proporre in Italia viaggi spedizioni nel Sahara, nella terra dei Tuareg dalla cui lingua deriva anche il nome Kel, la tribù degli uomini liberi, la classe sociale dei guerrieri. Si inizia con il sud algerino, con Tamanrasset e il massiccio montuoso dell'Hoggar, poi l’oasi di Djanet e il Tassili n'Ajjer con i suoi tesori di arte rupestre.
Successivamente l'attività viene estesa a tutta l'Africa, Mali, Niger, Mauritania, Ciad, Sudan, Tanzania, Kenya, Etiopia, Madagascar, ecc, quando anche il nome cambia in Kel 12 Africatours.
Nel 1992 Sergio Scarpa Falce vende Kel 12 e, dopo anni di peregrinazioni africane, approda in Libia, dove nel 1998 crea “Dar Sahara” finora unico land operator italo-libico, la quale riprende limitatamente alla Libia lo spirito dell’originario operatore supportando i ricettivi locali con cui lavora, creando situazioni di partnership e poi di associazione e distribuendo il prodotto Libia ai più importanti tour operator italiani ed europei.
Un suo amico così racconta: “avevo sempre pensato che soltanto le grotte potessero fornire emozioni forti, uniche, totalizzanti, e avevo trascorso fino ad allora una vita ad esplorare caverne. Poi a 40 anni, l'incontro con Sergio, in occasione di un viaggio in Sahara, mi permise di scoprire il deserto, e da allora la mia vita è cambiata. Scoprii così che il deserto è tutto fuorchè un luogo deserto, dove non c'è nulla, perché possiede una fisicità enorme: piante, animali, minerali, uomini, tracce di un passato lontano. E poi la luce, capace da sola di movimentare anche il più statico dei paesaggi, e le stelle di notte, belle come non mai. Il silenzio assoluto, lo spazio infinito, l’immutabilità dell’ambiente, il dilatarsi del tempo... Da allora non ho più potuto fare a meno di viaggiare nel deserto. Io non costituisco certo un caso isolato. Come con me, Sergio che ha il deserto nel sangue, ha fatto scoprire ed amare il deserto a molte persone.“
Sua moglie Adriana, i figli Michele e Simone Seassaro condividono la sua passione e amore per l'Africa e dall'inizio della scoperta Libia vi partecipano attivamente.