Magnifico Pindaro: ‘Cirene, orto dolcissimo, t'incorono di canti’. Cirene, Atene d'Africa, è una città bellissima. Figlia di coloni greci, fuggiaschi di Santorini, Cirene si regala origini divine con l'amore fra Apollo e la ninfa da cui osa prendere il nome. Il teatro greco, alto su uno sperone di roccia, è un belvedere sul Mediterraneo: da qui i panorami raggiungono il gioco di colonne del porto di Apollonia. Quanto è vasta e superba la città-madre (gli scavi qui sono infiniti: le missionI archeologiche, ogni anno, portano alla luce frammenti della sua grandiosità), quanto è, invece, raccolta e umile Apollonia. Ecco, la Cirenaica gioca fra le diversità della sua archeologia: da un lato l’anima profonda di Cirene, dall’altro le belle solitudini di Tocra dalle rovine che battagliano con il mare. In un altro anfratto marino è la bellezza quasi malinconica di Tolemaide (qui si trova quanto rimane della più bella fra le ville romane di questa costa) a intrecciarsi, nel viaggio, con i formidabili pannelli bizantini delle basiliche di Qasr Libya. La Cirenaica è davvero terra di dettagli: oltre la grande archeologia, qui si disegna una geografia di antiche e solitarie chiese di Bisanzio (ras al-Hilal, al-Athrun) e di misteriosi templi libici (Slonta). Bengasi è come la sentinella di questa regione: città di mercati, di architetture italiane da trovare nei crocicchi della città vecchia. Cercando di capire dove sia il giardino delle Esperidi, dove fiorivano i pomi d’oro cari a Zeus. In Cirenaica si gioca con le storie della grande mitologia.